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Sant'Angelo Muxaro
Archeologia e speleologia

 

Una visita a Sant'Angelo Muxaro è una passeggiata nella preistoria e nella storia della Sicilia, un contatto diretto con i popoli che l'hanno abitata e colonizzata.

Dalla rupe dell'antico abitato si domina il paesaggio immenso e conturbante della Sicilia: il sorgere del sole dall'Etna e il suo tramontare nel mare verso l'Africa, i difficili Monti Sicani verso Palermo e i colli verso Agrigento.

Si aveva notizia, ancor prima delle sorprendenti scoperte archeologiche d'inizio secolo, di un potente regno sicano che da queste alture dominava la Valle del Platani e l'accesso verso l'interno.
L'intero territorio testimonia di una frequentazione umana ininterrotta fin dall'età del rame con periodi di partico¬lare floridezza in taluni momenti dell'età del bronzo.

La zona archeologica comprende una vasta necropoli e alcuni villaggi preistorici. Per raggiungere la necropoli, circa 500 metri prima di arrivare in paese si devia dalla strada principale seguendo le indicazioni.

Al principio degli anni Trenta, l'archeologo Paolo Orsi rinvenne qui delle tombe monumentali, senza pari in tutta la Sicilia, dalla caratteristica forma a tholos che si richiama alla civiltà micenea. Quest'evidenza darebbe consistenza storica alle vicende di Minosse, Dedalo e Cocalo narrate in antichi miti, secondo i quali Minosse avrebbe trovato morte e sepoltura in Sicilia dove si era recato rincorrendo Dedalo.
II luogo della sua morte è Camico, la città-fortezza costruita da Dedalo in cambio dell'ospitalità per il re dei Sicani Cocalo: alcuni studiosi sono oggi propensi a identificare la città proprio sulla vetta del Monte Castello.

Tra le tombe della necropoli spicca quella del Principe o Grotta -Sant'Angelo, costituita da due ambienti circolari con volta a cupola, comunicanti fra loro; nella più piccola c'è un letto funebre, intagliato nella roccia. Le altre tombe, seppure più piccole, colpiscono per la bellezza del loro disegno architettonico.
II materiale rinvenuto qui come nelle altre parti della vasta area archeologica, che comprende anche villaggi del periodo eneolitico e castellucciano, sono custoditi principalmente nei musei di Agrigento, Siracusa, Palermo e al British Museum di Londra.
In quest'ultimo, in particolare si può vedere uno dei reperti più preziosi rinvenuti a Sant'Angelo, cioè una coppa d'oro - unica superstite di quattro - del peso di quasi 300 g, con una decorazione a sbalzo raffigurante una processione di tori.
Al museo archeologico di Siracusa, invece, sono custoditi due pesanti anelli-sigillo d'oro.

Ai piedi della necropoli si apre un'enorme cavità naturale, la Grotta Ciauli, protetta da vincolo paesaggistico per il suo interesse geologico e speleologico. Per oltre un chilometro attraversa la collina inabissandosi in ambienti surreali tra cunicoli e laghetti. L'acqua presente nella grotta ha scolpito la roccia disegnando un percorso suggestivo, facilmente percorribile (indispensabile la guida) in circa 5 ore tra andata e ritorno.

Risalendo il versante della collina si raggiunge la trazzera De Angelis che si percorre verso occidente: in basso a sinistra si raggiungono così le Grotte dell'Acqua, tre cavità dislocate lungo il percorso di un torrente. Tra esse la più affascinante è la terza, con un percorso quasi orizzontale di circa 100 metri con gallerie completamente allagate alla base che si superano con l'ausilio di un canotto.

L'ultima parte, la sorgente, si presenta con una stanzetta completamente invasa da un laghetto sifonante; per ammirarla bisogna immergersi completamente in acqua (tempo di percorrenza 3 ore).
Le cavità sono intervallate da un percorso anch'esso molto bello per le sue caratteristiche naturalistiche.

Sulla destra della trazzera si raggiungono invece il Monte Castello e le "Grotticelle" nell'area dell'abitato sicano sul quale si sono via via sqvrapposti insediamenti successivi dall'epoca greca al tardo Medioevo. Splendido il panorama dalla vetta della montagna.


 




 

 



 

 

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