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Lago Trearia
• Questo percorso costituisce il più spettacolare accesso
al Parco dei Nebrodi, dal versante orientale. Qui le aree protette
dell'Etna e dei Nebrodi si affiancano, separati dall'affascinante
valle del Simeto. La prima parte del tragitto si percorre in auto, a
partire dall'abitato di Maniace, Prima del paese, proprio a
ridosso della
Ducea dei Nelson (che merita una visita a parte),
incontriamo un incrocio dove svolteremo a destra, seguendo
l'indicazione per contrada Porticelle.
• Da questo
momento in poi, non si corre il rischio di procedere verso direzioni
sbagliate. La strada asfaltata sale rapidamente di quota mostrando
alternativamente, secondo la direzione dei tornanti, o il versante
nordoccidentale dell'Etna, con i monti Maletto e Spagnolo bene in
vista, oppure il boscoso versante orientale dei Nebrodi, con il
profilo di monte Soro (1898 m), riconoscibile per i numerosi
ripetitori impiantati sulla vetta. Oltre che alle bellezze del
paesaggio.
• Continuiamo a
salire e già cominciano a farci compagnia alcuni cavalli allo stato
semiselvatico (tra cui esemplari della razza endemica Sanfratellana),
l'onnipresente cornacchia grigia e l'agilissimo gheppio, che a volte
è possibile osservare immobile nell'aria mentre scruta possibili
prede nella tipica figura detta "Spirito Santo".
Percorsi 5 km dal
bivio di Maniace, la strada asfaltata si interrompe in prossimità di
una segheria dell'Azienda Demanio Forestale, dove troviamo anche una
bacheca in legno con la carta IGM della zona ed alcuni itinerari
segnati. Il tratto sterrato dura circa 500 m e poi il fondo ritorna
asfaltato.
Adesso c'è solo la strada e il bosco di querce e di pini
larici che si estende fino all'orizzonte in qualunque direzione
volgiamo lo sguardo. A circa 7 Km dalla segheria incontriamo un
bivio: a destra la strada asfaltata prosegue, ma un cancello verde
blocca l'accesso, mentre a sinistra la strada continua salendo su
fondo sterrato.
Lasciamo il nostro automezzo perché stabiliamo qui il
nostro campobase: siamo al rifugio delle "Case Trearie", una bassa
costruzione in pietra con cinque locali, dei quali uno adibito
a rifugio e gli altri a deposito, situata a fianco di un ruscello
ricco di acqua da novembre a giugno.
La Guardia Forestale provvede frequentemente al
rifornimento di legna da ardere, che si trova sotto la tettoia a
fianco del rifugio, mentre per l'acqua potabile ci si può rifornire
agevolmente ai molti abbeveratoi, tutti in prossimità del sentiero
principale; uno è proprio alle spalle del rifugio.
Dal rifugio (quota 1450 m), proseguiamo per lo
sterrato piedi, ricordandoci di volgere lo sguardo, ogni
tanto, verso la monumentale mole dell'Etna: da qui è molto evidente
l'evoluzione morfologica della zona dei crateri sommitali, dovuta
all'attività prevalentemente esplosiva del vulcano nel biennio 97-98
Il tratto a piedi è facile, anche se sale rapidamente di quota; É
consigliabile quindi un passo regolare che, tra l'altro, ci consente
di apprezzare meglio le bellezze naturalistiche di questa zona
• Con questo ritmo, in
circa un'ora, arriviamo al lago che ci appare in lontananza
attraverso alcuni alberi di pino Nonostante la quota, è facile
osservare piccoli gruppi di gabbiani comuni che planano sull'azzurra
superficie del lago
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